Orizzontale - Verticale

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Quando Cristina mi ha chiesto di intervenire in questo ambiente, non avevo l'immagine nitida di ciò che avrei realizzato e come spesso accade, mi si è rivelata ascoltando e mettendomi in risonanza con lo spazio e con le persone che gli stavano dando un nuovo volto. Si parlava di uno spazio collegato alle radici del territorio, che riportasse l'attenzione per quei luoghi e quegli elementi della natura che abbiamo dimenticato ma con cui ora è necessario riprendere un dialogo.
Con questo sentire ho voluto rendere lode alla bellezza, alla grazia, alla forza della grande Madre Terra aperta all'intervento fecondo del Cielo.
L'asse orizzontale rappresenta il mondo terreno, il suolo sul quale vive l'uomo. L'asse verticale simboleggia il mondo celeste.
La Terra capta i principi vitali eterei dal Cielo, costituendo il più potente agente di rigenerazione fisica e spirituale.
Nell'incontro tra l'orizzontale e il verticale si esprime l'esistenza, il tempo presente incarnato nell'albero che affonda le sue radici entrando nel ventre fecondo della Terra per poi risalire verso il Cielo.
"Madre" di tutti gli essere viventi, la Terra è sorgente di vita, qualunque forma essa prenda. Tutto ciò che proviene da essa è dotato di vita. Alcune grandi civiltà antiche ci insegnano la capacità di attingere con saggezza al tesoro della Terra, ma dobbiamo saper custodire abilmente tale tesoro.
Riuscire a percepire l'essere vivente terra significa riuscire a captare la sacralità della vita e la relativa complessità del mondo che ci circonda, raggiungendo una nuova consapevolezza atta a migliorare il nostro modo di essere e di abitare, in grado di riconoscere alla grande "Madre" il dovuto rispetto e capace di ringraziare per la sua immensa generosità.


La terra vi concede generosamente i suoi frutti, e non saranno scarsi se solo saprete riempirvi le mani.
E scambiandovi i doni della terra scoprirete l’abbondanza e sarete saziati. Ma se lo scambio non avverrà in amore e in generosa giustizia, renderà gli uni avidi e gli altri affamati.
Quando voi, lavoratori del mare dei campi e delle vigne, incontrate sulle piazze del mercato i tessitori e i vasai e gli speziali, invocate lo spirito supremo della terra affinché scenda in mezzo a voi a santificare le bilance e il calcolo, affinché il valore corrisponda a valore.
E non tollerate che tratti con voi chi ha la mano sterile, perché vi renderà chiacchiere in cambio della vostra fatica. A tali uomini direte: "Seguiteci nei campi o andate con i nostri fratelli a gettare le reti nel mare. La terra e il mare saranno con voi generosi quanto con noi".
E se là verranno i cantori, i danzatori e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni.
Anch’essi sono raccoglitori di incenso e di frutti, e ciò che vi offrono, benché sia fatto della sostanza dei sogni, distillano ornamento e cibo all’anima vostra.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno vada via a mani vuote.
Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sino a quando il bisogno dell’ultimo di voi non sarà appagato.

Estratta dal "PROFETA", di Kahlil Gibran

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